Prolegomeni alla sofferenza. “L’occasione della poesia” di Giuseppe Panella

Giuseppe Panella, L’occasione della poesia, Novara, Interlinea, 2015

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di Andrea Fallani

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1. La sublimazione del dolore
L’occasione della poesia (Interlinea, 2015) di Giuseppe Panella è una raccolta di poesie alla cui base vi è un’istanza autobiografica, «un’occasione» nella vita dell’uomo, prima ancora che del poeta: si tratta «dell’apparecchiamento della morte» e in particolar modo «il dolore, la fatica, il disagio, la noia che può precederla in molti casi»1. Tuttavia, meglio precisare sin da subito, il discorso poetico non si fa mai interamente autoreferenziale, al contrario, l’esperienza personale è spunto per indagare i rapporti tra vita e morte, tra tempo e spazio, tra sofferenza e serenità, tra l’uomo e il mondo.
L’imminenza della morte, pur cedendo a rimpianti per le occasioni e il tempo perduto (Proust sarà uno degli autori non citati che percorrono l’opera), lascia però adito alla speranza, alla costruzione di «un progetto di recupero delle radici vitali dell’esistenza e della sua modalità di sviluppo il più possibile armonioso»2. Sorretto dall’insegnamento epicureo e liberato dalla paura della morte, il poeta può così indagare i risvolti più dolorosi della vita e da essa trarne speranza, all’insegna della quale si concludono molte delle liriche («Ora ho solo bisogno del tempo – / di serenità nella sofferenza, / di sofferenze intente nella serenità / che ancora si congiunge / all’ambizione protetta / di continuare a vivere / nella gioia e nel dolore»3 oppure «Si può soltanto ritrovare / nello specchio del passato / tutto il desiderio del mondo / e riconoscerne intatto il valore fecondo»4).
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