Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo” (3/4): Nord poesia, le scelte dei poeti. Saggio di Antonino Contiliano

[Yves Tanguy, Gli invisibili (1951)]

di Antonino Contiliano

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Nord poesia, le scelte dei poeti*

A nord, invece, le cose seguivano altre indicazioni. Nel nuovo panorama della controversa e preoccupante realtà che si andava profilando e determinando con i nuovi assetti di società del consumo e del consenso amministrati, antiliberale e antidemocratica, i poeti, specie quelli del Gruppo 63, reagivano stravolgendo prevalentemente il linguaggio rendendolo comunicativamente impraticabile o teatro di rivisitazioni retoriche e giochi pirotecnici. Altri tentavano esperienze neoorfiche, neoermetiche, neosimboliche o la via della cosiddetta “parola innamorata” o della “nuova poesia”.

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Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo” (2/4): Punti di contatto e riferimenti. Saggio di Antonino Contiliano

[Fernand Léger, Les constructeurs (1950)]

di Antonino Contiliano

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Punti di contatto e riferimenti*

La situazionalità insulare dei poeti siciliani contemporanei, tuttavia, non ha significato mai isolamento, sebbene le nuove categorie della poesia siciliana – ” l’isolitudine e la sicilitudine “(16) – convivessero con il vecchio mito idillico del buon tempo andato e della civiltà contadina, ripiegata tra angoscia e dolore, fuga e ritorno, esilio e nomadismo e, a volte, lamento e vittimismo. L’isolitudine (espressione coniata dal poeta Lucio Zinna) e la sicilitudine (espressione coniata dal poeta Crescenzio Cane) “Sono due aspetti dell'<insularità> (…). La prima denota l’insularità in dimensione sociologica, la seconda in dimensione esistenziale (…). L’isolitudine emerge ogni qualvolta ci si faccia isola nell’isola, sia nel caso in cui tale situazione appaia esaltante sia nel caso in cui appaia penosa”(17).

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Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo” (1/4): Il contesto. Saggio di Antonino Contiliano

[Victor Vasarely, Pal-Ket (1973-74)]

di Antonino Contiliano

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Il contesto*

La poesia siciliana contemporanea – credo sia importante rilevarlo prima di problematizzare e indicare delle tracce seppure in termini generali – si muove in un contesto storico-temporale piuttosto problematico e complesso. Le sue costanti e le sue variabili, i temi e le scelte linguistiche (espressione in lingua italiana o siciliana, interferenze, plurilinguismo, modelli culturali di riferimento, tradizione, ecc.) sono significativamente condizionati sia dal movimento storico oggettivo sia dall’elaborazione soggettiva d’ogni autore. Non è un caso se Giuseppe Zagarrio, parlando della Sicilia e dei poeti siciliani compresi nel decennio 1970/1980, metaforicamente definì l’Isola come un continente dostojevskijano “dove il magma del profondo è di fluida incandescenza, e dunque un cenno diverso o una diversa sfumatura di comportamento possono costituire, tra un poeta e poeta, un abisso vero e proprio di misura non commensurabile”(1).

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