QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.73: Le colline del ricordo. Paolo Carlucci, “Dicono i tuoi pettini di luce. Canti di Tuscia”

Le colline del ricordo. Paolo Carlucci, Dicono i tuoi pettini di luce. Canti di Tuscia, Roma, Edilazio, 2010

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di Giuseppe Panella*


«SAN PIETRO A TUSCANIA. Lento m’accosto al tuo occhio / di luce / che spazia l’infinito. // Dicono i tuoi pettini di luce, / vento d’arte di vetro, / il saluto commosso e fedele / dell’Apostolo al Signore d’estate, / al plenilunio / tra macchine in sosta» (p. 23).

 

I” pettini” di luce della chiesa sono l’aura che la poesia contribuisce a circonvondere alla sua bellezza strepitosa. Scrive Emerico Giachery nella sua ampia e compatta Prefazione al libro di poesie di Carlucci che “la Tuscia ha dunque trovato il suo poeta” e che inoltre:

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