I Quaderni della Ricerca #07

La scuola, luogo di formazione e apprendimento, vuole dismettere i panni edulcorati dei contenuti analogici e sequenziali, per accogliere, con più entusiasmo rispetto al passato, i germi copiosi del digitale. A questo punto ci poniamo delle domande fondamentali e allo stesso tempo interessanti, considerate tali perché enfatizzano i veri nodi critici delle questioni affrontate nel nostro lavoro. La scuola italiana è pronta a fare tutto questo? E gli insegnanti, sono pronti? Ma soprattutto che cosa ne pensano?

È uscito il settimo Quaderno della Ricerca, a cura di Valeria Zagami, intitolato Fare scuola nella classe digitale – Tecnologie e didattica attiva fra teoria e pratiche d’uso innovative. Dalla quarta di copertina:
L’inserimento delle nuove tecnologie in classe mette in discussione categorie consolidate nel tempo, che restringono da sempre i campi del fare scuola a strumenti e luoghi prestabiliti, come la classe, il libro e la cattedra. Riconoscere il valore aggiunto offerto dalle tecnologie digitali induce a riformulare il senso di questo fare scuola e porta in evidenza un potenziale strategico costituito da risorse didattiche che possono avere anche effetti dirompenti su una tradizione radicata e spesso restia ad accogliere le istanze di cambiamento. I risultati della ricerca oggetto del presente Quaderno, condotta sul campo della scuola reale, hanno il merito di testimoniare – anche attraverso le voci dei diretti protagonisti – casi concreti di didattica sperimentale e di classi 2.0, in particolare nei resoconti delle fortunate esperienze di MARINANDO e di “Un computer per ogni studente”. Esse offrono un importante spunto di riflessione sugli effetti e sulle opportunità di una scuola che sia concretamente alternativa, soprattutto quando è supportata da setting multimediali anche molto avanzati e da operatori appassionati, disposti ad assecondare i cambiamenti. Ne emerge un paradigma educativo dalla fisionomia nuova, che rompe gli schemi; ormai da tempo e da più parti auspicato, ma non esente da critiche e riconsiderazioni. 

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IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte III). Saggio di Antonino Contiliano

Il linguaggio della poesia contro-tendenzaIl plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Il linguaggio della poesia contro-tendenza

 

Se la terza rivoluzione industriale capitalistica è quella che sfrutta il linguaggio automatizzandolo pur nei modi sofisticati degli algoritmi elettro-informatici, ma sempre come linguaggio omologo al capitale e alla sua riorganizzazione, perché non pensare il  linguaggio della poesia come una rivoluzione e un agire in tendenza opposta?

In quanto divenire libertà cooperativo-plurale di costanti e variabili simbolico-semiotiche eterogenee, la cui significanza rimane una forza viva e potente innovazione creativa ed euristica, il linguaggio dei testi poetici ha, infatti, e propone, una politicità pluralizzata di lotta senza pari. La potenza dei suoi sensi esorbitanti e di soglia “indecidibile” (come il teorema di Gödel in logica matematica: se coerente è incompleto; e se completo è incoerente) non abiura all’impegno della responsabilità etico-politica verso il futuro. È come se fosse l’etica della poesia a chiamare verso l’impegno nella realizzazione di nuovi rapporti con le cose. Il tempo dell’a venire, disponibile a realizzare i valori dell’essere antagonista, infatti, non ha senso alcuno al di fuori del suo rapporto espressivo eversivo segni-cose. Una vera e propria dismisura estetico-politica che, in certo qual modo, si com-misura con quell’istanza morale emergente che, in una globalità voluta a-teorica e a-conflittuale, si vorrebbe conciliatrice, ma in realtà (se sola) è occultatrice del “reale”, delle sue contraddizioni e dei suoi antagonismi politico-sociali.

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IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte II). Saggio di Antonino Contiliano

Poesia, significante non mercificabile né digitalizzabileIl plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Poesia, significante non mercificabile né digitalizzabile

Il linguaggio poetico e la sua capacità di azione dirompente, la sua astrazione particolare quanto la sua stessa capacità di  mettere in moto immaginazione e ipotesi come altri punti di vista, come si verifica nei processi degli “esperimenti mentali” scientifici e della stessa astrazione matematica, è cosa da non sottovalutare come modo di agire, conoscere, comunicare e con-astrarre immaginativo diversi, oppositivi e alternativi. L’astrazione, più dell’intuizione, permette sia alle scienze quanto alla poesia di escogitare e ipotizzare versioni nuove e alternative di realtà, che, sebbene contaminate dalla logica fantastica e ana-logica, non perdono mai di vista le possibilità di realizzazione e applicazione (docet, per esempio, la storia dei numeri immaginari e delle città utopiche).

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IL PLUSVALORE DELLA POESIA, IL SIGNIFICANTE NON MERCIFICABILE NÉ DIGITALIZZABILE VS I CLOMINIMEDIA (parte I). Saggio di Antonino Contiliano

CLOMINIMEDIAIl tempo è rivestito di indumenti diversi a seconda del ruolo che riveste nei nostri pensieri.
John Wheeler
Il tempo viaggia in posti diversi con persone diverse. Ti dirò con chi il tempo va all’ambio, con chi al trotto, con chi al galoppo, e con chi sta fermo.
William Shakespeare
Noi deduciamo la nostra estetica, come pure la nostra moralità, dai bisogni della nostra lotta.
Bertolt Brecht

Il plusvalore della poesia, il significante non mercificabile né digitalizzabile. VS I CLOMINIMEDIA

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di Antonino Contiliano

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Siamo nel pieno avanzamento dell’economia dell’immateriale industrializzato (la svolta post-fordista), l’economia capital-neoliberista che nei suoi processi produttivi espropria e sfrutta il cervello/mente, il linguaggio e gli affetti, l’informazione e la comunicazione, il cognitivo e le relazioni cooperative mentre, dall’altro lato, cura l’occupazione della terra delle soggettivazioni sociali con l’ausilio complementare delle nuove protesi macchiniche quali il computer e internet.

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