Divisioni spostate e allegoria “riflettente” (Parte II) di Antonino Contiliano

[Pubblichiamo la seconda parte di Divisioni spostate e allegoria “riflettente”, capitolo di un libro in fieri di Antonino Contiliano. [QUI] la prima parte del capitolo. f.s.]

di  Antonino Contiliano

 

Divisioni spostate e allegoria “riflettente”. Parte II

La razionalità tecno-scientifica occidentale, dice Latouche, soprattutto la scienza economica, che ha voluto dimostrare “la verità del liberalismo”, ha perso il suo contatto con la realtà diventando solo calcolo razionalizzato; identificando razionalità e calcolo razionalizzato, la ragione scientifica occidentale ha eluso e escluso la potenza critica del dire-altrimenti dell’allegoria “riflettente”. La sua razionalizzazione, promettente universale e libera socializzazione, si è dunque svuotata di ogni sostanza. “Essa si è trasformata in qualcosa di totalmente astratto e inafferrabile, ma lo spirito di geometria che ha occupato il posto vuoto la oppone vieppiù al ragionevole”(37); ha perso la razionalistica oggettività che prospettava il futuro come il progetto di una buona società del vivere e fare, insieme, il bene. Ma se questo è vero, è anche vero il fatto che il suo stesso razionalismo calcolistico, progressista e sviluppista, si infiltrava nelle coscienze con la seduzione e la persuasione dei grandi “racconti”, e non senza arte retorica. Il che, come ricorda Jean-François Lyotard, comportava far credere che nella modernità, e nella riedizione della modernizzazione post-moderna, fosse possibile ancora il “racconto” di un’altra epopea.

 

“A parte gli scientisti, coloro cioè che contro ogni evidenza credono nell’immanenza del discorso scientifico o nell’immanenza di un metadiscorso garante ultimo della scientificità (logica matematica o epistemologia), gli scienziati, compresi gli esperti nelle scienze naturali, riconoscono che il discorso scientifico si basa su un insieme di “valori”e di “postulati”. Questi devono ottenere l’adesione almeno dei loro pari, se non del grande pubblico. La formulazione stessa di tale dispositivo, indissociabile dal procedimento scientifico, può essere attuata soltanto ricorrendo al linguaggio volgare, caratterizzato da una ineluttabile polisemia e da una insopportabile ambiguità. Convincere e sedurre – in questo consiste l’essenza stessa della retorica – diventano dunque parte integrante del lavoro dello scienziato se non del lavoro scientifico”. (38)

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Divisioni spostate e allegoria “riflettente” (Parte I) di Antonino Contiliano

[Pubblichiamo in anteprima un altro capitolo di un libro in fieri di Antonino Contiliano: Divisioni spostate e allegoria “riflettente”. Inoltre [QUI] potete leggere il quinto capitolo: “Mediterraneo e Identità plurale”. f.s.]

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di  Antonino Contiliano

Divisioni spostate e allegoria “riflettente” . Parte I

Perché mettere insieme matematica e poesia e cercare un passaggio attraverso il fiocco di neve della curva di von Koch e i versi di una poesia costruita secondo una tecnica chiamata a “palla di neve”?; e perché coniugarle insieme all’interno di una riflessione che vuole ritrovare nella poesia sperimentale un giudizio riflettente estetico-politico, e in tutto questo un incrocio che orienti verso una scrittura letterario-poetica impegnata scolando il mondo con il colino dell’allegoria, il filtro che non è estraneo neanche alle scienze matematico-fisiche e fisico-matematiche contemporanee come risulta dal pensiero di Walfgang Pauli e dal carteggio con Jung?

I modelli matematici della microfisica, infatti, non sono esenti da interpretazioni diverse (allegorizzanti) lì dove il modello matematico e spazio-temporale delle frequenze delle radiazioni atomiche (basterebbe pensare alle ipotesi di Schrödinger e di de Broglie) è un dire-altrimenti differenziato del comportamento dello stesso “oggetto”: la cosa non è quella che appare, ma ciò che l’intelletto ne concettualizza come funzione-ipotesi. La riflessione organizza così un giudizio allegorico riflettente per un perché e un come diverso da quello che la sensibilità e la percezione offrono direttamente e immediatamente all’apparire. Ma non per questo l’apparire è un’illusione; è un livello di realtà che da solo non regge.

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