L’allegoria comunista del poeta Emilio Piccolo

Emilio Piccolo

Emilio Piccolo

a Emilio Piccolo

non sempre chi va via va via

tu andandotene sei rimasto

a.c.

L’allegoria comunista del poeta Emilio Piccolo

______________________________

di Antonino Contiliano

.

È vero, la globalizzazione capital-neoliberista ha cambiato molte cose. Nessun stile di vita, singolare e sociale, dentro e fuori i confini di ciascuno popolo, è rimasto indenne. In questo passaggio, – che, tra XX e XXI, ha toccato strutture e sovrastrutture modificandole profondamente, – se da un lato rimangono costanti i rapporti di identità e potere del capitalismo egemone, dall’altro, a fronte dell’avanzare della comunicazione di massa, gestita dai nuovi media e “nuovi intellettuali collettivi organici” – tv e www –, il linguaggio e il pensiero della cultura e della ricerca critica, pur perdendo i vecchi punti di riferimento, aprono altre prospettive di revisione e progettazione. Il rullo compressore dell’azione neoliberale e ipermoderna ha impoverito ogni linguaggio; ogni segno e parola hanno perso la profondità per far spazio agli algoritmi della velocità digitale, piegandoli solo ai mercati e ai conti dei costi e ricavi di classe, alle identità dequalificate e degradanti dell’omogeneizzazione della finanza e dei salotti dell’audience. La logica dello scambio e della valorizzazione capitalistica, rivoluzionandosi, ha cambiato sola forma. La sostanza è rimasta invariata; anzi si è fatta più triste e perversa: la liberalizzazione, e non solo per caso, si è trasformata in una gabbia elettroinformazionale di disciplina e controllo più pervasiva e diffusa che mai.

Continua a leggere

‘ELMOTELL BLUES: “Le corporeità plurali di Antonino Contiliano”. Prefazione di Mario Lunetta

[Ho letto/ascoltato/guardato con piacere un libricino pubblicato nel 2007  dal titolo  ‘ELMOTELL BLUES. E’ un poema eroicomico composto da Antonino Contiliano, “montando” versi suoi, di Emilio Piccolo, Francesco Muzzioli e Valerio Cuccaroni, con cinque illustrazioni di Giacomo Cuttone e un cd audio allegato (voce dell’attore Guglielmo Lentini, musica di Gino De Vita).

L’opera ha un’indubbia efficacia comunicativa. Ben equilibrato il mixaggio fra musica, voce recitante, pittura e testo poetico che riproduce la forma della ballata con un andamento ripetitivo e ritmi ricorrenti tipici del blues.

 Il testo si può scaricare [QUI], la versione sonora si può trovare [QUI].  Purtroppo il materiale che vi offro è parziale, poiché mancano le  belle illustrazioni di Giacomo Cuttone. Di seguito la prefazione al volume di Mario Lunetta (f.s.) ]      

 elmotel20copertina

  

 di Mario Lunetta

Il blues può anche definirsi un genere musicale “asimmetrico”, perché basato su una forte imprevedibilità di situazioni ritmico-sonore e su una fisiologia del sound quanto mai eteroclita, contaminata, pulsionale e meticcia. Vi confluiscono caratteri musicali e psicologici dello spiritual, del work song, dei minstrel songs e delle ballate di origine europea diffuse negli States nel XIX secolo. Insomma, un genere a suo modo “bastardo”, in cui perfino il singolo sigillo del diritto d’autore sfuma in colore collettivo.

Continua a leggere