SUL TAMBURO (extra): Ugo Fracassa, “Per EMILIO VILLA. 5 referti tardivi”

Ugo Fracassa, Per EMILIO VILLA. 5 referti tardivi, con una nota di Aldo Tagliaferri, Roma, Lithos, 2014

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di Giuseppe Panella

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Su Emilio Villa non c’è molto nella letteratura secondaria relativa alla poesia italiana del secondo Novecento e quello che si può leggere tende a unificare tutta la sua attività di artista, in uno sforzo certo meritevole (la monografia di Aldo Tagliaferri, per l’editore Skira di Milano, ad es. è un’analisi assai rilevante sotto il profilo metodologico e umano così come la ricostruzione di Elena La Spina per il catalogo della mostra di Reggio Emilia a lui dedicata). La monografia “per saggi” di Ugo Fracassa, invece, privilegia aspetti significativi dell’opera poetica di Villa pur senza perdere di vista la sua prospettiva artistica. I 5 referti tardivi contenuti nel libro rappresentano, invece, un’ “opera di carotaggio” (come li definisce Aldo Tagliaferri in Dell’ordine e/o della fuga, la sua cospicua nota finale al volume, che chiarisce e ribadisce alcuni dei punti centrali nel discorso di Fracassa).

Va chiarito fin da subito che l’equazione che vede Villa discepolo del futurismo paroliberistico non trova nei saggi contenuti in questo libro nessuna conferma (nonostante la vulgata lo voglia figlio tardivo del movimento di Marinetti) dato che la matrice plurilinguistica di molta della sua opera di mezzo trova in altri modelli e altre fonti un possibile appiglio (ma Villa non risparmiava i suoi distinguo critici anche nei confronti di Pizzuto, ad es. , o del Finnegans Wake di Joyce).

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.113: L’occhio del poeta costruisce il percorso poetico. Riccardo Donati, “Nella palpebra interna. Percorsi novecenteschi tra poesia e arti della visione”

Riccardo Donati, Nella palpebra internaL’occhio del poeta costruisce il percorso poetico. Riccardo Donati, Nella palpebra interna. Percorsi novecenteschi tra poesia e arti della visione, Firenze, Le Lettere, 2014

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di Giuseppe Panella

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Riccardo Donati si è sempre mosso, nello sviluppo della sua ricerca critica di studioso, tra Settecento1 e Novecento2, tra proposta originaria presente nel Secolo dei Lumi e i suoi esiti in ambito novecentesco. Tuttavia i suoi interessi predominanti concernono, in massima parte e proprio a partire dalla sua originaria analisi del Bigongiari critico d’arte, l’evoluzione della poesia italiana contemporanea e i suoi rapporti con le arti della visione.

Nella palpebra interna, infatti, rende conto di tutta una serie di importanti poeti della tradizione novecentesca italiana che si sono messi in rapporto con le arti della visione facendo oggetto della loro ricerca poetica le potenzialità ermeneutiche e liriche dello sguardo.

Per riuscire ad ottenere conclusioni non banali e in certa misura più nuove rispetto alla tradizionale analisi di questo rapporto, Donati si cimenta, in linea preliminare, con una nozione ambigua e sfuggente come quella di sguardo provandosi a darne un quadro teorico generale di riferimento.

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