Lukács e Bachtin: tra epica e romanzo. Saggio di Eleonora Ruzza

Lukács e Bachtin: tra epica e romanzo

_____________________________

di Eleonora Ruzza

Nella Teoria del romanzo, Lukács rilanciava la linea hegeliana in base alla quale la moderna epopea borghese costituiva una forma secondaria e manchevole rispetto all’originarietà dell’epica. Constatando il dissidio tra un mondo interiore che aspira all’organicità e un mondo esterno che non può raggiungere «una perfezione reale» per il suo carattere discreto, Lukács costruisce un modello epico il cui «continuum omogeneo» viene a rappresentare l’oggetto della nostalgia di un’«individualità problematica». Al romanzo corrisponde dunque il tentativo di riappropriarsi della «totalità celata della vita» per mezzo di un «atto figurativo» appartenente non all’ordine finito dell’essere, ma a quello instabile ed eterogeneo del processo(1). Ed è proprio a causa di questa contingenza che «le parti relativamente indipendenti risultano più indipendenti, più internamente compiute, che quelle dell’epopea, e affinché il tutto non deflagri» deve essere raggiunta una «pseudo-organicità», dove ogni elemento abbia «un preciso significato compositivo e architettonico»(2).

Continua a leggere