FRANCESCO ORLANDO. Un ricordo, uno spunto di discussione.

di Giuseppe Panella

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«… perché era un vero poeta e del partito del diavolo senza saperlo»

(William Blake, Il matrimonio del cielo e dell’inferno)

1. E’ ormai evidente che sto diventando vecchio per il fatto che continuo a ripetere sempre più spesso che “mi ricordo, sì, mi ricordo…”. Eppure casi recenti come la scomparsa di un maestro della critica e della teoria letteraria come Francesco Orlando non possono che scatenare in me una ridda di ricordi che vanno sempre più indietro nel racconto della mia vita.

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La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica di Mario Praz

Il romano Mario Praz (1896-1982), anglista, ma studioso di tutte le letterature e delle più varie esperienze artistiche, interessato ai rapporti tra letteratura e le arti figurative. Quest’anno la BUR, collana Alta fedeltà, ha stampato il saggio La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica con saggio introduttivo di Francesco Orlando.

Fu il volume di Mario Praz, pubblicato nel 1930 e ampliato nelle successive edizioni, “ a documentare per la prima volta l’inquieto e straripante corso della sensibilità romantica in fatto di erotismo (confluito poi nel Decadentismo) con il gusto tutto moderno di citare brani di opere note o ignote, per salire finalmente alle fonti del satanismo e dell’estetismo settecenteschi.” (Giacinto Spagnoletti, Storia della letteratura italiana del novecento). 

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f.s.

[Mario Praz, La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica, BUR, 2008, pag 450, € 13]