Giorni felici di Samuel Beckett

Appunti
 
<< Non succede niente, non viene nessuno, nessuno se ne va, è terribile>> (Aspettando Godot, S. Beckett).
 
Già, è terribile!

(Pausa)

Giorni felici di Samuel Beckett. Opera poetica e insieme tragica rappresentazione di una donna qualunque, Winnie, che affonda lentamente ed inesorabile nella sabbia e, tuttavia, vuole ricordare i suoi giorni felici.

L’immobilità del personaggio è “Niente”, senza inizio e senza fine; la realtà scenica è circoscritta da un riso feroce e mansueto.
 
In scena Winnie non è sola, ma ha nell’altro personaggio, Willie, non un interlocutore, bensì un ascoltatore con cui parlare in continuazione, interrompendosi soltanto per compiere i pochi gesti che la posizione le consente.

In ogni gesto insignificante, la protagonista ricerca la felicità.
 
La normalità delle frasi dei due personaggi nell’anormalità della situazione.
 
La protagonista cerca di proteggere il falso Io dall’Io autentico, nascondendo a se stessa, prima ancora che agli altri, la realtà della propria agghiacciante situazione.

Nello spazio scenico risuonano frasi illusorie.

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