STORIA CONTEMPORANEA n.55: La fantascienza italiana e la politica come oggetto d’affezione. Aa. Vv. “Ambigue utopie. 19 racconti di fantascienza”, a cura di Gianfilippo Pizzo e Walter Catalano

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

La fantascienza italiana e la politica come oggetto d’affezione. Aa. Vv. Ambigue utopie. 19 racconti di fantascienza, a cura di Gianfilippo Pizzo e Walter Catalano, Milano, Bietti, 2010


Periodicamente viene annunciata la “morte della fantascienza” (colpevole di tale delitto sarebbe la realtà presente e la storia contemporanea in quanto avrebbero “realizzato” le meraviglie o gli orrori, più spesso questi ultimi però, preconizzati e descritti nei romanzi di anticipazione). Altrettanto periodicamente viene descritta la “morte” (o il “tramonto”) delle ideologie insieme alla necessità di accantonate le nozioni ormai sociologicamente e politologicamente vecchie di destra e di sinistra dal punto di vista delle posizioni da assumere sia in Parlamento che nella lotta politica.

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