IL PIEDE E L’ORMA (semetrale): “differenza/differenze” (n.6). Rivista diretta da Alfonso Cardamone

Il piede e l’orma differenza differenze

copertina de “Il piede e l’orma” n.6
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indice de "Il piede e l’orma n.6"

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Aa.Vv, «Il piede e l’orma: differenza/differenze», Anno III, n.6, luglio-dicembre 2012, Pellegrini editore, pp. 285, € 20,00

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Segnalo l’uscita del nuovo numero di «Il piede e l’orma: differenza/differenze», n.6. (f.s.)

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IL PIEDE E L’ORMA (semetrale): “Di sponda in sponda” (n.5). Rivista diretta da Alfonso Cardamone.

Aa.Vv, «Il piede e l’orma: di sponda in sponda», Anno III, n.5, gennaio-giugno 2012, Pellegrini editore, pp. 222, € 20,00

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Segnalo l’uscita del nuovo numero di «Il piede e l’orma: di sponda in sponda», n.5.

Di seguito  n.5, gennaio-giugno 2012 (f.s.)

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IL PIEDE E L’ORMA (semetrale): “MARGINI” (n.3) – “MARGINIDUE” (n.4)

MARGINIDUE (N.4)  Anno II, n.4, luglio-dicembre 2011.

Marginidue perché le “voci dei margini” hanno inesorabilmente e inevitabilmente smarginato, esondando sulle pagine del nuovo fascicolo.

Troppo vasta la costellazione, una galassia in espansione, per lo più gassosa, difficilmente circoscrivibile nell’insieme e nei corpi che la costituiscono.

Così, il nuovo fascicolo dedicato al tema. E, nel solco di una proiezione che dia il senso del continuum, nella sezione finale di “marginidue” l’anticipazione al numero successivo: da sponda a sponda.

via IL PIEDE E L’ORMA. MARGINIDUE – Il Piede e l’orma.

MARGINI (N.3) Anno II, n.3, gennaio-giugno 2011

Pensare i margini è postulare, intanto, una superficie. Di essa i margini sono le parti estreme. Pensare i margini come le parti estreme di una superficie significa, inoltre, postulare che la superficie sia delimitata e che di essa, per logica inferenza, si dia un centro possibile. I margini sono tali in quanto, postulandosi una superficie delimitata, essi sono alla massima distanza dal centro. Lo spazio urbano è quello che pressoché tutti abitiamo, dove consiste la nostra convivenza, dove esprimiamo la nostra socialità; e la città, comunque pensata e architettata, piccola o grande, ha i suoi confini territoriali ed ha un suo centro, anzi ne ha più d’uno quando eseguita o sviluppatasi a costellazione, quando polinucleata.

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IL PIEDE E L’ORMA: dalle parti di Camus (n.2, luglio-dicembre 2010). Rivista diretta da Alfonso Cardamone.

Aa.Vv, «Il piede e l’orma: dalle parti di Camus», Anno I, n.2, luglio-dicembre 2010, Pellegrini editore, pp. 232, € 20,00

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di Francesco Sasso

Letto il primo numero (gennaio-giugno 2010) [qui la mia recensione], il mio pensiero sulla rivista non muta dopo la lettura del secondo numero. Le aspettative del sottoscritto sono state appagate. E detta in breve, parliamo di «Il piede e l’orma », rivista di cultura, di critica, di buone intenzioni, libera da speciali credi teorici, aperta alla società, alla letteratura e all’arte.

Il secondo numero de «Il piede e l’orma » ha il sottotitolo «Dalle parti di Camus» (luglio-dicembre 2010) cioè, come si può facilmente dedurre, esso è dedicato alla figura dello scrittore franco-algerino e alla questione coloniale. Infatti leggiamo nell’editoriale:

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IL PIEDE E L’ORMA (n.1). Rivista diretta da Alfonso Cardamone.

di Francesco Sasso

Le riviste letterarie dovrebbero proporsi come centri di militanza, congiungendo nomi operanti su piani ideologici diversi e capaci quindi di accogliere il nuovo, in cerca delle varie modulazioni artistiche o di un’immagine reale del mondo e dell’uomo. Non sempre è così. D’altronde non è qui il luogo per un’analisi critica delle riviste contemporanee (accademiche o no). E’ d’obbligo però segnalare la nascita di una nuova e interessante rivista: Il piede e l’orma (Pellegrini Editore, n.1, gennaio-giugno 2010) diretta da Alfonso Cardamone.

La rivista esprime nel titolo l’aspirazione ad un utopico mondo in cammino come il piede e l’orma, nati dallo stesso gesto (il cammino, il viaggio), identici eppure contrapposti. Un luogo d’incontro, quindi, e di amalgama di tutte le iniziative e le esperienze nel mondo. Un cammino rapsodico verso la conoscenza della realtà. Scandaglio esplorativo che si estende a vari settori pertinenti alla società (migrazione, guerra, l’islam, colonialismo, esilio, la condizione della donna ieri e oggi).  Infatti le sezioni della rivista percorrono un ideale cammino orizzontale nello spazio (Africa, Australia, Balcani, Iran, Italia, Mediterraneo, Palermo, Turchia) e un cammino verticale nelle idee: città, cronotopie, esili, origini, verso Camus.

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