STORIA CONTEMPORANEA n.60: I migliori anni della sua vita. Renzo Paris, “La vita personale”

I migliori anni della sua vita. Renzo Paris, La vita personale, Matelica (Macerata), Hacca Edizioni, 2009

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di Giuseppe Panella*

Ho scritto la mia prima recensione “ufficiale” nel 1978. Quel breve testo critico fu pubblicato da una rivista fiorentina che si intitolava “Librioggi” e che durò poco per alterne vicende economiche (come sempre accade e continua a succedere in questi casi). Si trattava di una riflessione-riassunto relativo a un saggio, Il mito del proletariato nel romanzo italiano (Milano, Garzanti, 1977) il cui titolo mi aveva incuriosito e che, però, a lettura ultimata, non mi era piaciuto. In quella noterella cercai di mettere in evidenza i punti deboli dell’opera piuttosto che gli elementi positivi, il che oggi non avrei ovviamente fatto (ma allora ero certo più giovane e baldanzoso …). Del saggio e delle mie perplessità parlai anche con Alberto Asor Rosa; anche lui convenne con me circa la debolezza della prospettiva critica di quel volume.

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Effrazioni nell’intimità del personaggio. Renzo Paris, “La vita personale”

di Francesco Sasso

La vita personale di Renzo Paris rientra nel novero di quei romanzi che sollecitano la curiosità indiscreta del lettore verso le biografie romanzate, le confessioni, vere o false, le ricostruzioni storiche, il racconto di cose viste che permettono al lettore, tramite il narratore, di operare vere e proprie effrazioni nell’intimità di altri esseri: i personaggi.

Ne La vita personale si narra la storia sentimentale di Luca Saraceni, docente universitario nonché poeta e traduttore, alter ego dell’autore.

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