SCAMBIO DI RUOLI

di Giuseppe Gentile

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Passeggiavo per le vie di Roma, quando all’improvviso notai l’avvicinarsi di un forte vociare, anzi si trattava di urla inneggianti un dio. Prima passò un gruppo di uomini e poi un altro, si trattava di gruppi nemici, inneggianti entrambi un dio diverso. Girato l’angolo vidi che queste due fazioni oltre a scambiarsi ingiurie del tipo “Traditori, Dio vi punirà”, a cui gli altri rispondevano “Siete voi i traditori, voi avete ucciso lo avete ucciso”, si lanciavano pietre a più non posso l’uno contro l’altro.

Ricordo che l’odio religioso era forse più forte di quello razziale, era pericoloso camminare per strada: gli ebrei venivano lapidati dai cristiani, i cristiani lapidati dagli ebrei, i pagani dai cristiani e dagli ebrei, le donne non potevano parlare altrimenti lapidate anche loro, solo le alte cariche erano esenti da maltrattamenti fisici; ma se qualcosa andava storto dovevano comunque sobbarcarsi il peso di lamentele provenienti da tutte e tre le fazioni religiose. Un mondo “plurireligioso” sì, ma enormemente instabile. In qualsiasi momento poteva scoppiare una rivolta che puntualmente sfociava nel sangue e nella morte.

Per tutta la vita ho vissuto con il terrore di morire per mano di un religioso. Può sembrare strano, ma io non riuscivo ad appartenere a nessuna delle divinità adorate dai romani, lo stesso valeva per Gesù e per Dio, ma il mio terrore stava proprio nel fatto di dover giustificare a chiunque le mie idee senza correre il rischio di essere malmenato o peggio ancora ucciso. Ero diventato un uomo solo, senza amici e ben presto fui costretto a gettarmi in diverse attività solo per avere la mente occupata e non pensare alla solitudine.

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