Chuck Kinder, “L’ultimo danzatore di montagna. Dure lezioni in materia d’amore, sconfitta e vita da fuorilegge”

Chuck Kinder, L’ultimo danzatore di montagna. Dure lezioni in materia d’amore, sconfitta e vita da fuorilegge, pref. Christian Frascella, trad. Manuela Francescon e Giovanna Scocchera, Fazi Editore, 2009, pp.535, € 19,50

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di Francesco Sasso

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È fin troppo facile, ma del resto inevitabile, rintracciare connessioni e corrispondenze tra le origini e le esperienze di vita di Chuck Kinder ed i contenuti evidenti o profondi delle sue opere.
A questa pratica è lo scrittore stesso che del resto ci obbliga, a partire dalla scelta del nome del protagonista, che è il suo. Anche gli altri protagonisti dei suoi romanzi ricalcano nella diversità delle situazioni una condizione esistenziale che fu la sua e genera quello che potremmo definire il paradigma dell’inetto (di novecentesca memoria) in salsa USA, quello per intenderci dell’aspirante scrittore fallito, drogato, alcolizzato, fedifrago, costretto a ripiegare nell’insegnamento universitario, ma comunque saldamente inserito nel contesto di un sistema di vita intellettuale vivo.

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