Rendere visibile “L’invisibile”: il “Denaro” di G. Di Girolamo

Giacomo Di Girolamo, L’invisibile, Roma, Editori Riuniti 2010, pp. 555, € 15,00.
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di Antonino Contiliano

Grande è il disordine sotto il cielo,
ma la situazione è ottima?
Mao 

Preferiresti che Cesare fosse vivo, e morire tutti da schiavi,
o che Cesare sia morto per vivere tutti da uomini liberi?
Shakespeare

Il titolo di questo nuovo libro di Di Girolamo, centrato sulla tema della mafia siciliana e dei suoi estesi legami nazionali, e in particolare sulla figura del latitante eccellente – Matteo Messina Denaro –, fa scattare (almeno così è stato per chi scrive) un visibile rimando alla dichiarazione di poetica dell’arte moderna. Per l’arte moderna, sintetizzando, il dettato essenziale è che la pittura debba rendere visibile “l’invisibile”. La rappresentazione perde così la sua supremazia, e con essa il realismo della mimesi più o meno dichiarato. Come dire, forse, che ciò che appare, per essere afferrato, capito, goduto deve risalire a ciò che non si vede ma che determina quanto si affaccia e si concretizza nella storia individuale e collettiva di quel particolare contesto storico dove le soggettivazioni si producono come qualsiasi altra merce ideologica.

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STORIA CONTEMPORANEA n.39: Trittico per Camilleri. 2. Del buon uso della mafia. Andrea Camilleri, “Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei.  (G.P)

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di Giuseppe Panella

 

 

Trittico per Camilleri. 2. Del buon uso della mafia. Andrea Camilleri, Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano, Milano, Mondadori, 20092

I “pizzini” ritrovati nell’ultimo rifugio segreto di Bernardo Provenzano, per più di quarant’anni   latitante e lungamente riconosciuto quale capo supremo della “cupola” mafiosa sono un testo di interesse linguistico straordinario non tanto per le informazioni che comunicano ma per il modo in cui lo fanno (e d’altronde l’utilizzazione di questa espressione tipicamente siciliana e le espressioni relative al loro uso è ormai entrata nel linguaggio comune, soprattutto in relazione a fatti della politica). I “pizzini”, dunque, sono strisce di carta comune arrotolate più volte e poi sigillate che Provenzano faceva pervenire, tramite uomini fidatissimi e devoti, ai suoi interlocutori per dare suggerimenti e consigli, imporre ordini, preparare azioni e raccogliere fondi legati alla sua attività criminosa. Del “pizzino”, Camilleri dà questa briosa definizione:

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Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra di Roberto Saviano

Il testo di Roberto Saviano non lo si legge come un romanzo o come un reportage qualsiasi. Esso è il documento intimo e sociale di un’epoca, la nostra. La reazione dei lettori, il boom delle vendite, riflette il modo in cui la gente vede se stessa. E’ questa idea di sé, sia essa realtà o fantasia, o una combinazione di entrambe, che prevale nel plasmare il nostro senso del presente.

Visto alla luce di questo incasellamento in un certo senso emotivo della nostra storia, l’epoca in cui viviamo è senz’altro un’età di frustrazione e violenta sociale, ed ha come simbolo il libro di Roberto Saviano: Gomorra.

C’è senza dubbio violenza e frustrazione sufficiente a convalidare questa immagine nel libro di Saviano.

Gomorra è la “monnezza” dello smaltimento dei rifiuti delle imprese del nord-est, è la gara al ribasso delle multinazionali della moda, è la grande impresa edilizia, è l’acquisto di depositi di armi nell’Europa dell’Est, è lo smercio di droga, è il lavoro in nero, è la morte bianca.

Gomorra è più “capace”, più dinamica, più “lungimirante”, più efficiente, più “scaltra”, più spietata, più “avida” di ogni altra organizzazione economica privata e statale.

Gomorra non è solo camorra, non solo Napoli o Campania o l’Italia. Gomorra è il motore della società capitalista internazionale. E’ una potenza perfettamente organizzata ed economicamente all’avanguardia in ogni settore finanziario ed imprenditoriale, in ogni direzione commerciale. Gomorra è senza frontiere. Agisce su scala internazionale: Spagna, Scozia, Australia, Francia, Olanda, Germania, Albania, Somalia, Serbia, Angola, America del sud, Oriente, Usa, Russia ecc.

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L’autore descrive tutto ciò con meticolosa precisione: nomi, date, riti, strade, regole, strategie criminali. Saviano ha seguito da vicino la guerra di Secondigliano, andando ai funerali dei morti ammazzati – colpevoli e innocenti-, visitando i luoghi in cui la guerra ha massacrato, bruciato corpi, torturato; parlando con gli affiliati d’ultimo livello, respirando l’aria viziata della morte o quella tossica delle discariche abusive, calpestando i pavimenti delle ville costruire da capi clan invasati dall’immagine cinematografica americana, tanto da far costruire una villa identica a quella di Toni Montana (Al Pacino) in Scarface.

Uno solo di questi elementi basterebbe a gettare ombra sugli altri avvenimenti della nostra epoca; tutti insieme riescono ad oscurare quasi completamente i pochi sviluppi positivi della nostra società.

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La prosa di Saviano è fortemente espressiva, ritmata dalla ferma volontà di far chiarezza, puntigliosa nelle ricostruzioni, schiumosa di rabbia, lucida, incalzante, omerica.

Un libro che ti colpisce allo stomaco, poiché l’autore ci dimostra che l’illegale sta alla base di ciò che appare legale.

[Roberto Saviano, Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, Mondatori, 2006, p. 331, euro 15,50]

f.s.