Vivalascuola. Non facciamo la “scuola dei nonni”

Vivalascuola. Non facciamo la “scuola dei nonni” « La poesia e lo spirito

Non possiamo fare la “scuola dei nonni”

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di Giovanna Lo Presti

Esistono crimini contro l’umanità non contemplati in nessun codice penale e che determinano uno stato di violenza senza spargimento di sangue, un asservimento di fatto degli esseri umani pur in un apparente stato di libertà. Tre di questi crimini continuano ad essere perpetrati in Italia dalla classe dominante: la rottura del patto tra generazioni (patto che prevedeva una buona trasmissione ereditaria – in tutti i sensi – da una generazione all’altra), la vanificazione della speranza in un futuro migliore, il reiterato ricorso ad argomentazioni evidentemente illogiche, finalizzate a rendere “naturali”, “inevitabili”, “necessari” sia il presunto antagonismo tra generazioni sia il futuro di lacrime e sangue.

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Crepuscolo del berlusconismo: e poi?

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di Giuseppe Panella

«Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione»
(Carl Schmitt, Teologia politica)

Le dimissioni di un premier non sfiduciato dalla maggioranza che lo sostiene in Parlamento sono, nell’ambito di una repubblica parlamentare non presidenziale, un caso anomalo e comunque di estrema rarità: un simile evento presuppone e profila l’esistenza di uno “stato d’eccezione”.  E’ quanto è accaduto in Italia quando il 12 novembre del 2011 il Premier è salito al Quirinale per rassegnare il proprio mandato istituzionale nelle mani del Presidente della Repubblica.
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