Metrica e retorica

Sulla metrica : R. Spongano, Nozioni ed esempi di metrica italiana , II ed., Bologna, Pàtron, 1974; W.Th. Elwert, Versificazione italiana dalle origini ai giorni nostri , Firenze, Le Monnier, 1985; A. Menichetti, Metrica italiana: fondamenti metrici, prosodia, rima , Padova, Antenore, 1993; F. Bausi M. Martelli, La metrica italiana: teoria e storia , Firenze, Le Lettere, 1996; G. Lavezzi, Manuale di metrica italiana , Roma, NIS, 1996; F. De Rosa G. Sangirardi, Introduzione alla metrica italiana , Firenze, Sansoni, 1996; G. Bertone, Breve dizionario di metrica italiana , Torino, Einaudi PBE, 1999; P.G. Beltrami, Gli strumenti della poesia, Nuova ed., Bologna, Il Mulino, 2002. Esemplari letture metriche in M. Fubini, Metrica e poesia: lezioni sulle forme metriche italiane , Milano, Feltrinelli, 1975; G.L. Beccaria, L’autonomia del significante: figure del ritmo e della sintassi: Dante, Pascoli, D’Annunzio , Torino, Einaudi, 1975.

Sulla retorica : O. Reboul, Introduzione alla retorica , Bologna, Il Mulino, 1996; M.P. Ellero, Breve manuale di retorica, Firenze, Sansoni, 2001; H. Lausberg, Elementi di retorica , Bologna, Il Mulino, 2002; B. Mortara Garavelli, Manuale di retorica , Milano, Bompiani, 2003; P.L. Beccaria, Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica , Torino, Einaudi, 2004. Cfr. anche A. Battistini E. Raimondi, Le figure della retorica , Torino, Einaudi, 1990.

Riviste di italianistica

Strumento indispensabile di aggiornamento sono le riviste  di italianistica, tra le quali si segnalano il “Giornale Storico della Letteratura Italiana”, “Lettere italiane”, “La rassegna della letteratura italiana”, “Studi e problemi di critica testuale”, “Filologia e critica”, “Italianistica”, “Rivista di letteratura italiana”, “Esperienze letterarie”, “Critica letteraria”, “Aevum”, “Belfagor”, “Intersezioni”, “Lingua e stile”, “Linguistica e letteratura”, “Misure critiche”, “Nuovi argomenti”, “Paragone”, “Strumenti critici”, “Filologia italiana”, “Letteratura e arte”, “Per leggere”, “Studi italiani”, “Allegoria”, “Nuova rivista di letteratura italiana”. All’estero, “Italian Studies”, “The Italianist”, “Italica”, “Italian Quarterly”, “Modern Language Notes”, “Chroniques italiennes”, “Revue des Etudes Italiennes”, “Italique”, “Italienische Studien”. Specializzate su aspetti particolari di filologia e analisi testuale sono “Studi di filologia italiana”, “Autografo”, “Metrica”, “Ecdotica”. In formato digitale sono “Bollettino 900” (www.comune.bologna.it/iperbole/boll900) e “Griselda on line” (www.griseldaonline.it). Dal 2000 la schedatura di molte riviste di italianistica è realizzata da “Italinemo”  (www.italinemo.it).

La metrica italiana

Per il Pazzaglia, «il metro, convenzione e istituzione storico-letteraria, è la figura ritmica specifica della poesia. […] che commisura in quantità sentite come omogenee le durate e i tempi intermedi d’una sequenza verbale conclusa, insieme coi caratteri soprasegmentati di tono, elevazione, accento, disponendoli in figure iterative o protese all’iterazione». (1)

Inoltre, il Pazzaglia afferma che il «modello versale impone un indugio, un’intensione ritmico-tonale su alcuni punti privilegiati […]. Dentro la sua [= del verso] costruzione (e costrizione) gli accenti tonici diventano, o non diventano ictus, le sillabe allungano o abbreviano la loro durata, la rima cessa di essere mero omoioteleuto, la sequenza verbale assume un rilievo eufonico con impeti e pausazioni, slanci e riposi: si compone in un progetto mensurale unitario» (2)

Una definizione più tradizionale è quella di Elwert: «Il verso italiano è caratterizzato e dal numero delle sillabe e dal ritmo. La sillaba, come nelle altre letterature romanze, costituisce l’unità metrica». (3)

Anche il Di Girolamo è propenso a distinguere modello metrico e modello ritmico: «con il primo, si intende il numero di posizioni [= sillabe metriche], invariante, di ogni verso; il modello ritmico regola invece la distribuzione degli ictus all’interno della struttura metrica» (4). L’autore precisa che solo per astrazione si possono distinguere i due modelli.

Infatti, per Bausi-Martelli considerano il metro «l’aspetto codificato e istituzionalizzato di quel fenomeno ben più complesso che è il ritmo». Il verso è un «segmento di discorso strutturato in base a un ritmo». Per cui, «il verso può anche fare a meno del metro, ma non del ritmo; il ritmo precede il metro e ne costituisce il fondamento». (5)

 Note bibliografiche

(1) M. PAZZAGLIA, Teoria e analisi metrica, Bologna, Patron, 1974, p.17
(2) Ivi, pp.19 sgg.
(3) W. TH. ELWERT, Versificazione italiana dalle origini ai nostri giorni, Firenze, Le Monnier, 1973, p. I.
(4)  C. DI GIROLAMO, Teoria e prassi della versificazione, Bologna, Il Mulino, 1976, p.23, nota 20.
(5) F. BAUSI- M. MARTINELLI, La metrica italiana. Teoria e storia, Firenze, Le Lettere, 1993, pp. 9-10

[Insieme agli studi citati nelle note, ricordiamo il contributo di S. ORLANDO, Manuale di metrica italiana, Milano, Bompiani, 1993]

f.s.