SUL TAMBURO n.30: “Sotto un altro cielo” a cura di Claudio Volpe

copertina_sottounaltrocielo:copertina_ferrero.qxd.qxdDacia Maraini – Giampiero Rossi – Gianfranco Di Fiore – Renato Minore – Francesca Pansa – Pierfrancesco Majorino – Simone Gambacorta – Claudio Volpe – Paolo Di Paolo – Michela Marzano – Alessandro Di Meo, Sotto un altro cielo, a cura di Claudio Volpe, Milano, Laurana, 2016

_____________________________

di Giuseppe Panella

.

Undici contributi (otto racconti, due interventi teorici, una testimonianza personale) su vicende, storie, narrazioni legati alla questione delle grandi migrazioni che stanno avvenendo in Europa a partire dalle guerre e dai genocidi che hanno contraddistinto la scena geopolitica degli ultimi anni.

Undici tentativi di fare chiarezza raccontando e mostrando (come è sempre avvenuto nella grande tradizione narrativa) ciò che è avvenuto e che avviene ancora, tragicamente, disperatamente, assurdamente, sulle coste italiane, nelle isole dell’Egeo, ai confini dela Turchia e poi dell’Europa civilizzata che una volta si faceva chiamare Mitteleuropa. Undici tentativi di parlare della grande tragedia del mondo (di quello opulento o ex-tale e di quello una volta detto Terzo e oggi ormai moltiplicato in Quarto), delle fughe in massa di tanti uomini e donne (e dei loro figli e figlie) che scelgono di rischiare la loro vita infame e macilenta in nome di un’altra vita, una vita migliore e degna di essere considerata tale.

Continua a leggere

Annunci

SUL TAMBURO 2: Paolo Di Paolo, “Mandami tanta vita”

Paolo Di Paolo, Portami tanta vitaPaolo Di Paolo, Mandami tanta vita, Milano, Feltrinelli, 2013

_____________________________

di Giuseppe Panella

.

Il personaggio principale del romanzo, Piero Gobetti, appare quasi all’improvviso, così descritto fin dalle prime pagine dell’opera nel pieno della sua attività di provocatore:

«A questo punto il più smilzo – svettava per altezza, con una nuvola di ricci chiari sulla testa – si è alzato di colpo, ha raccolto il libro che poco prima aveva fatto cadere e l’ha infilato in una tasca già sformata della giacca. Al collo portava una cravattina a nodo fisso e i polsini di celluloide, sul naso un paio di occhiali tondi che in quella luce grigia brillavano. Sulle labbra, un sorriso malizioso, quasi di scherno. Illustre professore, ha spiegato, in verità si tratta di un’azione di protesta contro la sua persona, oltre che del tentativo di svegliare dal sonno la sua platea. Molti hanno nascosto le risate portandosi la mano alla bocca. E’ passato un interminabile minuto di silenzio. Il professore guardava fisso davanti a sé, come raggelato. Ha aperto la bocca senza che ne uscisse alcun suono. Poi, le prime parole sono state Quasi smarrito. Cominciava con questa ammissione la sua replica alla protesta?»(1).

Continua a leggere