“per me la poesia nasce, si crea, nella scrittura, nell’irrimediabile e irripetibile paralisi (o prigione) delle parole.”

Ricopio diligentemente alcune righe pubblicate su Stilos, anno IX n.11 del 29 maggio 2007, pag.10. Ad una domanda, non importa quale, di Manuele Masini, il poeta lusitano Pedro Tamen risponde:

Il fatto di non prendersi sul serio è una semplice questione di etica personale e ha a che vedere con il rifiuto vivo e attuale di un protagonismo salvatore. Rinnego una qualsivoglia visione più o meno novecentesca, del poeta concreto che io sono, come un illuminato che impugna il fascio salvifico della poesia e riversa agli ignari umani le verità che questi, poveretti, non conoscono… Ma questo per nulla contraddice la mia fiducia- moderata ma reale- nelle virtù, possiamo dire, gnostiche della poesia in sé e delle sue potenzialità <<terapeutiche>> per la miseria umana. […] Ciascuno di noi ha il suo modo di funzionare, ma per me la poesia nasce, si crea, nella scrittura, nell’irrimediabile e irripetibile paralisi (o prigione) delle parole.

La scrittura è nudità

La scrittura è ossessione. La scrittura è nudità.
Alla scrittura si sacrificano amori, amici, tempo, energia; in una sola parola: la Vita. E quando arriva il momento, devi scegliere: o dentro o fuori. Senza possibilità di mediare- questa postilla è per sempre.
La scrittura è il primo pulviscolo del mattino; è l’ombra per la strada, è il commensale che siede alla mia tavola; è la luce che si smorza prima dell’incoscienza irrequieta della notte.
La scrittura è ricerca, scoperta, sconfitta, illusori momenti di riconciliazione, baratro.
La scrittura è flatulenza dell’anima, scoria gelatinosa della mente, squarci perenni nella carne.
La scrittura è la mano indolenzita, il cervello sfatto, il sudore sotto le ascelle.
La scrittura è volontà di riempire ogni spazio vuoto.
La scrittura è desiderio di frantumare il pc contro il muro perché non se ne può più di rantolare da lungo tempo intorno ad una Parola.
La scrittura è sapere di non essere capace di scrivere.
La scrittura è voler essere capace di scrivere e non riuscirci.
La scrittura è riuscire a scrivere e fallire.
La scrittura è la verità o l’impossibilità della verità.
La scrittura è generosità, sincerità, follia.
La scrittura è stile, sound, morte.
La scrittura è stanchezza, dolore, sorriso.
La scrittura è solitudine e silenzio.
La scrittura è gioco, fratellanza, vita.
La scrittura non accetta faccendieri né guardaspalle.
La scrittura è prostituzione, santità, nulla.
La scrittura è continua iniziazione alla vita, alla libertà e al confronto.
La scrittura è scoperta di sé.
La scrittura è una speranza disperata.
La scrittura è confine e buio.
Mi siedo e scrivo, poiché non ho voglia di parlare con nessuno.

 [ 8 maggio 2006]
f.s

Pubblicato su La poesia e lo spirito