FRANCESCO MAROTTA. Seis poesías de “Huellas sobre el agua” (2008). Traducción de JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES

copertina_marottaIl secondo fascicolo di Poetas Italianos traducidos al Español è dedicato a Francesco Marotta. Le sei liriche da noi tradotte sono state estratte da Impronte sull’acqua.

A José Daniel Henao Grisales per la traduzione, a Roberto Rossi Testa  per la scrupolosa revisione della traduzione e al poeta Francesco Marotta per aver gentilmente concesso la pubblicazione dei testi su Retroguardia 2.0, il mio personale grazie.

f.s.

[PDF di FRANCESCO MAROTTA. Seis poesías de “Huellas sobre el agua” (2008)]

 

 

Traducción de JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES

Textos Seleccionados de Francesco Sasso

Revisión de la traducción de Roberto Rossi Testa

Título Original Impronte sull’acqua

Continua a leggere

MARIO BENEDETTI. Nueve Poesías de “Humana Gloria” (2004). Traducción de JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES

labyround1

Sarò breve. Come annunciai tre mesi fa su queste pagine, la traduzione è un punto di passaggio necessario per impossessarsi della letteratura straniera. Ciò vale soprattutto oggi, nell’epoca di internet. Ci pareva quindi di dover dedicare una sezione di Retroguardia 2.0 alla traduzione e diffusione in internet della letteratura contemporanea italiana. Chi desidera collaborare con noi può scriverci.

 

Al momento, con l’aiuto di JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES – traduttore colombiano – e con il sostegno degli scrittori e traduttori Marino Magliani e Roberto Rossi Testa, andremo a tradurre in spagnolo, una delle lingue più diffuse al mondo, frammenti d’opere letterarie italiane.

 

umana-gloriaIl primo fascicolo è dedicato a Mario Benedetti, a nostro avviso uno dei maggiori poeti contemporanei. Le nove liriche da noi tradotte sono state estratte da Umana gloria.

 

A José Daniel Henao Grisales per la traduzione, a Marino Magliani per la revisione della traduzione, a Giuseppe Panella per il contributo critico e al poeta Mario Benedetti per aver gentilmente concesso la pubblicazione dei testi su Retroguardia 2.0, il mio personale grazie.

f.s.

 

pdf-ico [PDF di MARIO BENEDETTI, Nueve Poesías de “Humana Gloria” (2004) ]

 

 

 

Traducción de JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES

 Textos Seleccionados de Francesco Sasso

 Revisión de la traducción de Marino Magliani

 Título Original  Umana gloria

Continua a leggere

“El crítico es semejante al actor” De Francesco De Sanctis (Ensayos críticos)

Nell’arco complesso delle esperienze in rete ispirate alla diffusione della letteratura, le traduzioni dei testi letterari sono essenziali veicoli di diffusione di là dal ristretto stagno italico. Per tali motivi che, con l’indispensabile contributo del giovane traduttore JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES (Medellín, Colombia) e di alcuni amici italiani, cercheremo di tradurre in spagnolo (una delle lingue più diffuse al mondo) brevi antologie poetiche di autori contemporanei, creando così una piccola collana di poeti tradotti in spagnolo.

Stiamo lavorando intorno all’idea e su un poeta italiano. Avrò modo di dirvi di più nelle prossime settimane.

Nel frattempo, Retroguardia pubblicherà frammenti di saggi e racconti tradotti in spagnolo da JOSÉ DANIEL HENAO GRISALES.

Comunque, partiamo con l’idea di farci guidare dal puro disinteresse. Chiunque desideri dare una mano e/o segnalarci raccolte poetiche di indiscusso valore, ci scriva.

Di seguito il primo contributo di José Daniel Henao Grisales.

f.s.

Continua a leggere

Segnalo il blog francese “Une autre poésie italienne” dedicato alla poesia contemporanea italiana

[Ricevo e volentieri pubblico. (f.s.)]

Cher(e)s ami(e)s, cari/e amici/che, colleghi, conoscenti, confrères… etc…

Con grande piacere (C’est vraiment un plaisir) vi annuncio l’apertura (de vous annoncer l’ouverture) del nostro BLOG (de notre blog) dedicato alla poesia italiana contemporanea (consacré à la poésie italienne contemporaine). Tout y est encore provisoire (Tutto vi è ancora provvisorio), et fort limité pour l’instant (e, al momento, piuttosto limitato), exprès (apposta), mais nous traduisons lentement (ma noi traduciamo lentamente), tout est discuté collectivement (ogni cosa viene discussa in modo collettivo), et vous verrez vite que nous nous situons à l’écart des fièvres médiatiques (e vi accorgerete presto che la nostra postura è opposta a quella febbrile dei media).

Grazie infinite per la vostra lettura (Grand merci pour votre bonne lecture), e ben vengano le vostre osservazioni critiche (et vos remarques critiques seront évidemment bienvenues).

http://uneautrepoesieitalienne.blogspot.com

Cordialità (et à bientôt),
J.Ch. Vegliante

Nota biobibliografica

Jean-Charles Vegliante romano di nascita, vive e lavora a Parigi (Univ. della Sorbonne Nouvelle) da una ventina d’anni; sposato, un figlio. Scrive sia in italiano (per lo più critica-saggistica) sia in francese (recensioni, teoria della traduzione, poesia). Dirige il Centre Interdisciplinaire de Recherche sur la Culture des Echanges (CIRCE), con il quale ha dato vita alla serie alla serie “Gli italiani all’estero”. E’ stato anche editore di inediti italo-francesi (De Chirico, Ungaretti, Amelia Rosselli) e, con L. Rebay, di un’ampia corrispondenza fra G. Ungaretti e J. Paulhan. Si autodefinisce volentieri poeta-traduttore, e collabora in quanto tale a Europe, Po&sie, Le Nouveau Recueil e altre riviste. Ultimi lavori pubblicati: “D’écrire la traduction” (saggi), Paris, PSN, 1996 (229 p.); G. Ungaretti, “La guerre, une poésie”, Nantes, Le Passeur, 1999 (n.p.), (cura e dir.) “La traduction-migration” (“Gli italiani all’estero”, 6), Paris, L’Harmattan, 2000 (249 p.); (trad. e pres.) “La Comédie: Purgatoire”, Paris, Imprimerie Nationale, 1999 (bil. 443 p.); (poesia in proprio) “Rien commun”, Paris, Belin, 2000 (90 p.). Opera tradotta: “Les oublies” (poesia, 1995): Will there be promises… (tr. P.Broome – J.Kiang, pres. M. Bishop – P.Broome), Lampeter, E. Mellen, 2000 (bil. 112 p.).

[fonte della nota biobibliografica: I Miserabili]

 
[In Italia Jean-Charles Vegliante ha pubblicato la raccolta Nel lutto della luce. Poesie 1982-1997 , traduzione di Giovanni Raboni, Einaudi,2004, pag. 185, € 13.00.]

Sulla traduzione di Laura Stortoni de “L’Oceano e il ragazzo” di Giuseppe Conte. Recensione di Roberto Rossi Testa

di Roberto Rossi Testa


Nella limpida premessa alla sua versione inglese de L’Oceano e il Ragazzo  di Giuseppe Conte, sulle tracce di Charles Simic Laura Stortoni pone il lavoro del traduttore alla stregua di quello del divulgatore dei Vangeli, e parla del proprio desiderio di rendere i lettori partecipi delle “rivelazioni” che nel libro di Conte ella ha ritenuto di cogliere. E davvero non c’è alcuna forzatura o enfasi nel giustificatissimo entusiasmo  della Stortoni: in effetti, a mano a mano che gli anni passano, disponendosi oramai in prospettiva storica, persino i più tiepidi nei confronti dell’opera di Conte devono riconoscere che è difficile esagerarne la portata, e che, nel contesto di tale opera, il libro in questione si staglia con una fisionomia e un’energia particolari; anche se certamente non è diffusa come dovrebbe la coscienza, di cui voglio dare testimonianza con animo memore e grato, che L’Oceano e il Ragazzo rappresenti forse il più rilevante e prezioso libro di versi dell’ultimo Novecento italiano.

Continua a leggere

Tradurre la poesia del Novecento

 di Giuseppe Panella

A proposito di Traduzione e poesia nell’Europa del Novecento, a cura di Anna Dolfi, Roma, Bulzoni, 2004, pp. 862

«Le teorie della traduzione possiedono ormai una tradizione di studi ben salda; lo stesso si può dire delle teorie dell’interpretazione. Anzi, c’è da chiedersi se l’interesse per quell'”interprete”, che appare coinvolto in ruoli diversi: più “alto” nelle varie teorie dell’interpretazione (e dell’ermeneutica), più “basso”, pratico, legato quasi alla performance dell’oralità – nell’esercizio dell’interpretariato – e in quello pratico sui testi, non abbia finito per portare su troppe piste lo stesso traduttore. Sicuramente, dopo le più o meno recenti riflessioni sulla traduzione, il traduttore è consapevole del fatto che il suo destino dipende da questa sorta di doppia identità: per cui, più sa interpretare, più sa tradurre; non solo, ma sa anche che la sua è un’attività che si svolge in un universo totalmente ermeneutico. Tuttavia, il percorso che conduce al riconoscimento dell'”inscindibile alleanza” non è stato sempre piano e coincide, in pratica, con la storia delle teorie della traduzione: dove il profilarsi di un universo di interpretazione generalizzata (dovuto alla presenza delle molteplici operazioni di “trasferimento semantico” di cui parlerà Steiner) è sembrato talvolta poco avvalorante e comunque da evitarsi. Il fatto è che l’interprete ha evocato subito il gioco delle parti a teatro, inducendo spesso a pensare alle possibili deformazioni, o aggiunte, dannose per l’idea abbastanza diffusa di una utopica “invisibilità dell’interprete”» – scrive Enza Biagini a p. 55 del volume in oggetto (il titolo del suo intervento, non a caso, è “L’interprete e il traduttore”).

Tradurre è, dunque, interpretare un testo di cui si vuole rendere conto in una lingua che non è la propria – una definizione che scivolerebbe facile e corriva ma i problemi che comporta non sono affatto banali (né di facile soluzione).

Ad esempio, Jean-Charles Vegliante (nel suo “Traduzione e studi letterari: una proposta quasi teorica” – pp. 33-52) è ben consapevole della natura di “senso” (e non solo di “significato”) da attribuire alla contiguità e alla consonanza poetica di testi di diversa appartenenza linguistica.

Per questo motivo, la traduzione conferma la propria capacità di raggiungere quella dimensione di differenza che costituisce il valore “aggiunto” dell’attività del traduttore alla pura riproduzione del testo altro in una lingua altrettanto altra.

Tutto questo è tanto più valido quanto più è riferito alla dimensione della traduzione poetica .

Continua a leggere